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Un po' di storia
La parrocchia
La parrocchia è stata eretta il 18 marzo 1968 con il decreto
del Cardinale Vicario Angelo Dell’Acqua "Quotidianis curis" ed affidata al
clero diocesano di Roma.
Il territorio, desunto da quello delle parrocchie del SS. Redentore a Val
Melaina, di S. Maria della Speranza e di S. Clemente, con decreto del
Cardinale Vicario Ugo Poletti del 20 luglio 1977, è stato determinato entro
i seguenti confini:
"Via Filippo Antonio Gualterio - Via Cirillo Monzani - Via Piero Foscari (nn.
dispari e pari) - Via A. Mauri (nn. dispari e pari) - Via di Prato Rotondo (nn.
dispari
e pari) da qui linea ideale fino a Via di Val Melaina (tutta del SS.
Redentore) che la percorre fino a Piazzale Jonio (tratto senza numeri
civici) - Via dei Prati Fiscali fino a Via Val Pellice che si percorre - Via
Val Maira - Via Val Cernischia - Via Val Maggia - Via Val Gismon e
proseguimento ideale fino al fiume Aniene - detto fiume fino al fiume Tevere
che si segue in direzione nord fino all’altezza di Via Gaiole in Chianti
(tutta di S. Frumenzio) - da qui linea ideale fino a Via Sarteano - detta
Via - Piazza Minucciano - Via Seggiano - Piazza Civitella Paganico - Via
Filippo A. Gualterio".
Il riconoscimento agli effetti civili è stato decretato l’ 11 febbraio 1971.
La proprietà immobiliare è della Pont. Opera per la Preservazione della Fede
e la provvista di nuove Chiese in Roma.
Il progetto architettonico è di Eugenio Abruzzini.
Il quartiere
Siamo un quartiere giovane: trentanni fa la "Serpentara" era
ancora una distesa di prati, su cui pascolavano le pecore. Unico segno di vita
scendendo verso Val Melaina le nuove abitazioni dei ferrovieri del Villaggio
Angelini; e dietro quel budello che era allora Via dei Prati Fiscali,
cerano le baracche di Prato Rotondo, una delle borgate più povere di Roma, citata
perfino sulla stampa nazionale, come simbolo del degrado dellurbanistica romana.
Le gru, però, segnalavano le attività dei
cantieri: stavano venendo su gli edifici di Via Cavriglia e dei "villini Alpi",
seguiti a ruota da quelli delle cooperative: ma niente fogne, e strade che di inverno
diventavano fiumi di fango, per il passaggio continuo degli autocarri. Niente chiesa: la
Messa (per i pochi abitanti) veniva celebrata a Via de Nava, dove ora cè un
gommista; una sola scuola, lelementare di Via Foscari. Niente spazi verdi. Mezzi
pubblici: solo il "38" fino al Villaggio Angelini, e camminare
Nel giro di dieci anni le case
sono cresciute come funghi e il "Nuovo Salario" ha preso forma: ottenere le
scuole di Piazza Minucciano è stata una battaglia
Siamo arrivati da ogni parte dItalia, nessuna esclusa, ma anche da altre zone di
Roma: quasi tutte famiglie giovani, con figli piccolissimi o in arrivo (oggi a loro
volta giovani genitori). Siamo diventati solo nel territorio parrocchiale
più di ventimila.
Dal 1970 e il 1980 sono stati battezzati 1848 bambini: la "crescita zero" non
era ancora un problema, almeno quassù. |

Quanti siamo? Difficile dirlo con precisione:
una stima attendibile indica una cifra di 20.000.
Di certo sappiamo (i ragazzi li hanno contati, e anche questa è un tipo di indagine) che
i campanelli nei condominii sono circa 6000.
6000 ipotetici nuclei familiari. |
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Chi ricorda quei giorni, ricorda anche
lemozione di ritrovarsi insieme (sconosciuti che hanno la sensazione di essersi
conosciuti da sempre) a pregare (anche se non avevano ancora una chiesa), a parlare
delleducazione dei figli piccoli (tanti!), ma anche ad affrontare i
mille problemi di un quartiere che partiva da zero o a farsi carico della povertà delle
famiglie di Pratorotondo: stava nascendo la comunità cristiana di S. Frumenzio.
Oggi quella comunità si è fatta adulta, i
bambini di un tempo si sono fatti donne e uomini e i problemi delle famiglie (e della
città) sono diversi da quando prevalevano i nuclei familiari giovani e lottimismo
un po ingenuo degli anni del "boom": qualche volta si chiamano disoccupazione,
qualche volta droga, qualche altra solitudine, handicap,
emarginazione, nuove povertà.
Una comunità che prega non è una comunità
che si chiude intimisticamente in se stessa. Tradirebbe il messaggio di
Cristo. |