L'Annunciazione della Madre di Dio

autore: Luciana Siotto


Icona, parola derivante dal greco e che significa "immagine", è una "finestra aperta sul trascendente" e serve alla contemplazione del mistero di Dio e alla preghiera, nonché alla intermediazione tra l'assemblea terrestre e quella celeste.
L'icona è un luogo di incontro personale", nella grazia dello Spirito, con Colui che esso rappresenta e, pertanto, non è un quadro ma acquista un valore sacramentale e come tale viene consacrata e va pregata e onorata.

"Ecco, osservo l'icona e dico dentro di me: è proprio lei, non la sua raffigurazione, proprio lei, contemplata attraverso la meditazione, con l'aiuto dell'arte iconica. Vedo la Madonna, la Madre di Dio in persona, come attraverso una finestra, e lei prego, faccia a faccia, non la sua raffigurazione. Si, è nella mia coscienza, è una tavola con dei colori ed è la stessa Madre dei Signore." (Pavel Florensky)

L'icona rappresentata nelle due tavole poste sotto l'ambone, fa parte di una antichissima iconòstasi (parete di separazione tra la navata ed il Santuario con l'altare) del XII secolo della regione di Novgorod all'estremo nord della Russia.
E' chiamata "Annunciazione di Ust'Jug" perché secondo la tradizione proverrebbe dal monastero Veliky Ust'jug.
1 due personaggi si stagliano su uno sfondo tutto d'oro "emerge in un mare di dorata beatitudine, lavata dai flutti della luce divina." (Pavel Florensky)
L'unica indicazione esterna all'oro, è la pedana sotto ai piedi della Vergine: quanto basta ad indicare che la scena si svolge sulla terra.

Con la sua forza il messaggero celeste, l'arcangelo Gabriele (che significa Potenza di Dio), le cui vesti rosse e bianche (simboli della divinità e dello Spirito) e l'oro dell'assist (sulle ali), traducono la prossimità con le Fonti divine, manifesta la sconvolgente portata dell'Annuncio:
"Oggi è l'Aurora della nostra salvezza e la manifestazione del Mistero eterno".

In netto contrasto la Vergine, tutta racchiusa in una linea calmissima nel suo maphòrion (mantello) rosso morello (colore che unisce il rosso della divinità ed il blu della natura umana e che sta ad indicare che Cristo l'ha resa divina poiché lei lo ha accolto e ha dato spazio a Dio) che ricopre il sobrio abito blu-verde (colori della immanenza e della terra), inclina la testa in un movimento di accoglienza e di ascolto. Le frange d'oro e le pantofole rosse sono caratteristiche regali e stanno ad indicare che la Madre partecipa, fin dal concepimento, della regalità del Figlio e con lei tutta la Chiesa. Le tre stelle indicano, nel simbolismo orientale, la Verginità prima, durante e dopo il parto.
I suoi occhi grandi accentuano l'espressione di dolcezza e di vago turbamento e non si posano sull'angelo ma, fermi sulla visione del Mistero che nello stesso momento dell'annuncio si compie in lei, cercano di comunicarlo a colui che si mette in contemplazione davanti all'icona, diventando così veicolo di trasmissione della divinità.
La sua mano destra, fino a quel momento occupata a tessere il filo che simboleggia il suo inserimento nella storia umana, ora tiene quel filo, che è rosso perché "ora" inizia a tessere la salvezza divina per tutti; essa è sollevata all'altezza del cuore, là dove appare il Verbo incarnato, l'Emmanuele, il Dio con noi, Colui che già benedice l'uomo ancor prima di nascere.

E' come se il tempo si fosse fermato al momento del sì della Purissima al suo Creatore.
D'ora in poi il tempo conoscerà un prima ed un poi.

   

ultimo aggiornamento
20 novembre 2007

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